Decreto Bollette 2026. Arrivato l’ok del Senato: è Legge

Il panorama energetico italiano raggiunge un punto di svolta decisivo con l’approvazione definitiva del Decreto Bollette. Con il via libera del Senato, che ha confermato la fiducia al testo con 102 voti favorevoli, il provvedimento diventa ufficialmente legge dello Stato, delineando la rotta che il Paese intende seguire per navigare nella tempesta dei mercati internazionali.
Nato in un contesto pre-crisi e profondamente influenzato dalle recenti tensioni geopolitiche, dalle criticità nello Stretto di Hormuz ai nuovi picchi dei prezzi, questo decreto non è solo una risposta amministrativa, ma un vero e proprio piano di resilienza energetica.
Tra le misure più attese spicca il potenziamento del sostegno per i nuclei vulnerabili, che potranno beneficiare di aiuti fino a 315 euro annui. Novità rilevante anche per la fascia media: i nuclei con ISEE fino a 25.000 euro che non percepiscono il Bonus Sociale potranno accedere a contributi volontari e riduzioni per almeno 60 euro.
Decreto Bollette: beneficiari e nuovi bonus
Dopo mesi di bozze e passi indietro, il testo è stato approvato con l’introduzione di un contributo straordinario di 115 euro per le famiglie con reddito basso, che già percepiscono il bonus sociale.
Il contributo sarà riconosciuto con delibera ARERA e spetta a:
- nuclei familiari con ISEE fino a 9.796 euro;
- famiglie numerose con almeno quattro figli, con soglia ISEE che può arrivare fino a 20.000 euro.
Ecco una tabella con gli importi aggiornati
| Composizione nucleo familiare | Bonus Sociale Base | Bonus con maggiorazione 2026 |
|---|---|---|
| 1-2 componenti | 146,00 euro | 261 euro |
| 3-4 componenti | 186,15 euro | 301,15 euro |
| oltre 4 componenti | 204,40 euro | 319,40 euro |
Come si ottiene il bonus
Il nuovo contributo è automatico in bolletta, sotto forma di voce di “sconto” che riduce il totale da pagare, a condizione che il consumatore abbia un ISEE aggiornato e valido. L’attivazione avviene attraverso l’incrocio dei dati tra l’INPS e il sistema di ARERA, purché l’indicatore ISEE si trovi entro i limiti stabiliti.
Sconto “volontario” per chi non rientra nei Bonus Sociali
Accanto al potenziamento dei bonus sociali, il Decreto Bollette introduce una misura dedicata alle famiglie che restano escluse dagli aiuti automatici. Si tratta di uno sconto fino a 60 euro sulla fornitura di energia elettrica destinato ai nuclei con ISEE superiore a 9.796 euro e fino a 25.000 euro.
A differenza del bonus sociale, questa agevolazione non è finanziata con risorse pubbliche, ma è sostenuta direttamente dai venditori di energia che scelgono di aderire in modo facoltativo all’iniziativa.
Possono accedere allo sconto:
- i titolari di una fornitura attiva al 1° gennaio dell’anno di riferimento;
- chi attiva una nuova fornitura entro il 31 maggio, con riconoscimento a partire dal primo bimestre utile.
L’erogazione è soggetta inoltre a specifici requisiti di consumo: inferiore a 0,5 MWh per i primi due mesi di quest’anno e più basso di 3 MWh nell’anno precedente. Sarà l’Arera a definire le modalità applicative.
Come viene applicato lo sconto
Lo sconto viene riconosciuto direttamente in bolletta dai fornitori che decidono di partecipare al meccanismo. L’adesione è volontaria, ma le aziende che applicheranno il bonus riceveranno un’attestazione ufficiale da ARERA, utilizzabile anche a livello commerciale per valorizzare il proprio impegno verso i propri clienti.
L’intervento punta a:
- stimolare una maggiore concorrenza tra operatori;
- ampliare la platea dei beneficiari rispetto ai soli bonus sociali;
- incentivare politiche commerciali più trasparenti e orientate al contenimento dei costi per le famiglie.
La stretta sul Telemarketing: nuove tutele per i consumatori di energia
Tra le novità più rilevanti c’è un cambio nelle regole del telemarketing, soggetto spesso a segnalazioni e criticità. Il provvedimento segna infatti una svolta decisiva contro il telemarketing aggressivo, modificando l’articolo 51 del Codice del Consumo e introducendo un divieto generalizzato per le sollecitazioni telefoniche e l’invio di messaggi volti alla vendita di contratti luce e gas. Secondo le nuove disposizioni approvate dalla Camera, il contatto commerciale sarà considerato legittimo esclusivamente in due casi:
1- Su richiesta esplicita del consumatore tramite i canali ufficiali;
2- Nei confronti di già clienti che abbiano espresso un consenso specifico a ricevere proposte commerciali.
Il consumatore potrà opporsi a forniture attivate dopo telefonate poco chiare e frettolose.
Per garantire la massima trasparenza, ogni chiamata dovrà pervenire da un numero univocamente identificabile, pena la nullità dei contratti eventualmente stipulati in violazione della norma. Stop quindi a chiamate da numerazioni anonime o non riconducibili in modo diretto al soggetto che propone il contratto.
A rafforzare questo scudo normativo interviene l’Agcom, che avrà il potere di ordinare il blocco immediato delle linee telefoniche utilizzate per le chiamate indesiderate, ponendo l’onere della prova sulla validità del contatto direttamente a carico del professionista.
In breve: Le aziende non possono più contattare i consumatori senza una richiesta o un consenso esplicito; i contratti conclusi attraverso chiamate non autorizzate saranno considerati nulli.
Prezzo del gas, disaccoppiamento, decarbonizzazione e riforma ETS
Uno degli interventi più significativi del decreto riguarda la revisione del legame tra prezzo del gas e prezzo dell’energia elettrica. Nel mercato elettrico attuale, il costo dell’elettricità è spesso determinato dall’impianto marginale a gas: ciò significa che anche l’energia prodotta da fonti rinnovabili, come fotovoltaico e idroelettrico, finisce per essere valorizzata a un prezzo influenzato dalle quotazioni del gas. Il meccanismo di disaccoppiamento punta proprio a limitare l’effetto negativo dei picchi del gas sulle altre tecnologie.
Il decreto ridefinisce anche la strategia di decarbonizzazione nazionale, posticipando la chiusura delle centrali a carbone dal 2025 al 2038. Questa proroga è stata fortemente sostenuta dalla Lega per garantire la sicurezza del sistema e proteggere la competitività delle imprese dai rincari innescati dalle crisi geopolitiche.
Parallelamente, il decreto interviene sulla componente ETS (Emission Trading System), ossia il sistema europeo di scambio delle quote di emissione di CO₂. L’ipotesi prevede di separare il costo dei permessi di emissione dal prezzo riconosciuto all’energia rinnovabile, con l’obiettivo di ridurre l’impatto indiretto del carbon pricing sulle bollette. Si tratta di una modifica che richiede ancora una valutazione e un eventuale via libera da parte delle istituzioni europee, poiché incide su un meccanismo disciplinato a livello UE.
Misure di sostegno anche per le imprese
Il Decreto Bollette estende gli interventi anche al comparto produttivo, introducendo una riduzione strutturale del costo dell’energia elettrica per le imprese. La misura centrale consiste nel taglio degli oneri generali di sistema, in particolare della componente Asos, che incide in modo significativo sulle bollette aziendali, promuovendo al contempo la diffusione dei PPA (Power Purchase Agreements). Questi contratti di compravendita a lungo termine permetteranno soprattutto alle PMI di assicurarsi energia da fonti rinnovabili a prezzi stabili, supportando contestualmente la filiera dei bioliquidi sostenibili, del biogas e delle biomasse nel percorso di transizione energetica nazionale.
La copertura economica è garantita attraverso un incremento del 2% dell’aliquota IRAP per le società attive nei settori della produzione, trasmissione e distribuzione di energia elettrica, gas e prodotti petroliferi. Si tratta di una redistribuzione interna alla filiera energetica, con l’obiettivo di alleggerire il carico sui consumatori finali non domestici.
Le stime indicano:
- riduzioni che possono arrivare a decine di migliaia di euro per le PMI energivore, caratterizzate da elevati consumi elettrici;
- risparmi superiori a 500 euro annui per le piccole attività.
Rinnovabili e PPA: le novità per fotovoltaico, biomasse e PMI
Il decreto vuole introdurre anche importanti aggiornamenti sulla gestione degli incentivi per il fotovoltaico sopra i 20 kW. I titolari che beneficiano del Conto Energia (con scadenza dal 2029) potranno optare per una rimodulazione volontaria dei premi: a fronte di una riduzione della tariffa dell’85% o del 70% (tagli rispettivamente del 15% o 30%) tra il secondo semestre 2026 e il 2027, si otterrà un’estensione della convenzione per 3 o 6 mesi.
Data center e gestione della capacità di rete: cosa cambia con il decreto bollette
L’articolo 7 del decreto bollette interviene su un nodo critico per il sistema elettrico nazionale: la saturazione “virtuale” della rete. Negli ultimi anni, infatti, numerose richieste di connessione per impianti mai effettivamente realizzati hanno occupato capacità disponibile, bloccando di fatto nuovi progetti e rallentando lo sviluppo energetico.
Per ristabilire trasparenza ed efficienza, il provvedimento obbliga Terna a pubblicare ogni tre mesi la capacità massima addizionale disponibile per ciascuna porzione della rete di trasmissione nazionale. Un aggiornamento periodico che consente agli operatori di pianificare investimenti con maggiore certezza.
Le connessioni relative a impianti già autorizzati o in possesso di titolo abilitativo restano tutelate. Diversamente, per le richieste prive di autorizzazione, ARERA dovrà aggiornare entro 180 giorni le condizioni tecniche ed economiche, introducendo procedure competitive e non discriminatorie per l’assegnazione degli slot di capacità. Inoltre, le soluzioni di connessione già rilasciate ma non validate dal gestore di rete perderanno efficacia con la pubblicazione dei nuovi provvedimenti dell’Autorità.
Data center: iter autorizzativo più rapido e regole più chiare
L’articolo 11 disciplina invece l’integrazione dei data center nel sistema elettrico nazionale, puntando alla semplificazione amministrativa attraverso un procedimento autorizzativo unico.
La competenza varia in base alla potenza dell’impianto:
- fino a 300 MW: autorizzazione in capo alla Regione, con possibilità di delega alla Provincia;
- oltre 300 MW: competenza del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE).
Il decreto è entrato in vigore il 21 febbraio, il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale n. 42 del 20 febbraio, e sarà ora sottoposto alle Camere per la conversione in legge.
Decreto Bollette: Prospettive e obiettivi
Il decreto bollette non solo offre riduzioni immediate sulle bollette, ma avvia anche una serie di interventi strutturali per un mercato energetico più equo e sostenibile. L’intento dichiarato è quello di bilanciare il sostegno alle famiglie vulnerabili e contenere i costi dell’energia per il sistema produttivo italiano, rafforzando la competitività delle imprese.
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Sommario:
- 1 Decreto Bollette: beneficiari e nuovi bonus
- 2 Sconto “volontario” per chi non rientra nei Bonus Sociali
- 3 La stretta sul Telemarketing: nuove tutele per i consumatori di energia
- 4 Prezzo del gas, disaccoppiamento, decarbonizzazione e riforma ETS
- 5 Misure di sostegno anche per le imprese
- 6 Rinnovabili e PPA: le novità per fotovoltaico, biomasse e PMI
- 7 Data center e gestione della capacità di rete: cosa cambia con il decreto bollette
- 8 Decreto Bollette: Prospettive e obiettivi

Laureata in Editoria e Marketing, ha approfondito le sue competenze nel mondo del Digital Marketing con un master in SEO e comunicazione digitale.
Dal 2021 si occupa di creare contenuti ottimizzati e di qualità per il settore energetico, aiutando gli utenti a comprendere temi complessi come bollette, forniture, efficienza energetica e risparmio.









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